Io solo qui alle 4 del mattino

Le parole di Guccini come titolo perché non riesco a prendere sonno.
Forse è colpa del gin, forse è colpa tua o forse direttamente mia che ho voluto rivedere foto che dovevano rimanere chiuse dentro un cassetto per sempre.

Era sera e faceva fresco quando mi dissi che sognavi di andare lontano, un viaggio insieme per sfuggire al lavoro, alla routine, alla vita che ci ingabbia e butta via la chiave. Avevi il riflesso delle luci del cruscotto nei tuoi occhi e un’aria stanca, di chi vuole andare a dormire ma vuole anche spremere ogni minuto della giornata per non rischiare di buttare via attimi importanti che si potrebbero poi rimpiangere.
“Mi scappa la pipì”, mi dicesti contorcendoti e ti lasciai andare, con quel sogno di un viaggio dall’altra parte del mondo ad aleggiare nell’abitacolo di una macchina giapponese di seconda mano.

È passato tanto tempo, tante e troppe cose sono cambiate da quel giorno, ma quel viaggio l’ho fatto, senza di te. Come molti altri viaggi, come molte altre cose.
Ogni volta, ogni viaggio in cui vedevo una meraviglia nuova ho pensato a come sarebbe stato con il tuo sorriso buffo e sorpreso lì di fianco, ogni volta mi sono chiesto a cosa avresti pensato, a cosa mi avresti chiesto. Molte volte è stato un pensiero fugace, altre volte una domanda più assillante.
Invece c’erano Loro, amici di sempre o più freschi, che hanno reso indimenticabile tutto questo peregrinare per il mondo, alla scoperta di cose nuove e meravigliose prima che la vita mi dica che s’è stufata e che non c’è più nulla da fare signori, il locale chiude, dovete uscire e chi s’è visto s’è visto.

Loro, con una sincera compagnia, che mi riportavano alla realtà dopo ogni pensiero rivolto a te e ai tuoi occhi tristi.
La loro indistruttibile amicizia a coprire il tuo ricordo buono a niente.

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