Un avvenire disperato

Se sei felice non preoccuparti: passerà.

Mese: dicembre, 2013

Chi se ne va, che male fa?

Finisce un altro anno, e quindi? Non ho mai capito fino in fondo i motivi dei festeggiamenti, ma non ne ho mai fatto un problema: a me è sempre bastato fare il cazzaro e tanto mi bastava.

Tutti che fanno classifiche, cosa è andato bene o male, a che cazzo serve? Tanto poi succede come a Schumacher, sei lì che ridi pensando a cosa mangiarti a pranzo e il momento dopo sei in coma.
Che allegria, eh? Chissà se anche lui aveva fatto i buoni propositi per il 2014. Questo solo per dirvi che non serve a un cazzo fare ste minchiate.

Cosa  mi porto dietro di questo 2013?
Il disastro rossonero.
La stanchezza.
“No, no… non è come sembra!”
Un pianto tinto d’azzurro.
Un messaggio inaspettato come un gol di Emanuelson.
Gli amici di sempre.
Le inglesi in vacanza.
I suoi occhi nocciola.
I treni e la pioggia.

Già, i treni. Chiudo la mia valigia e ne aspetto un altro. Lei sale sul diretto e mi viene in mente solo una cosa: arrivederci amore, ciao.

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L’eterno ritorno del Natale

Il fatto è che doveva essere una bella serata. Dai cazzo, la vigilia di Natale! Le luci, l’atmosfera natalizia, il fottuto freddo. Tutti in piazza a scambiarsi gli auguri, a sorridere e ad abbracciarsi, con l’alito che si condensa in calde nuvolette. Poi c’erano anche i bicchieri di vin brulè e la cioccolata calda, allora perchè è tutto così strano?

Fantasmi. Ecco cosa c’è: i Natali passati che tornano a romperci i coglioni con i loro ricordi. Oh, ma te la ricordi quella volta che mi sparai mille livelli di… com’è che si chiamava? Boh, ma era una figata.
Oppure quell’altra volta, dai, quella volta che ti scrisse quel messaggio di notte… chi era? Non lo so, ma era figa di sicuro, per scrivere a me.
La tombola! La briscola! La neve in giardino!
Poi lei, in un angolo lontano, che mi guarda come se fosse tutto normale. Dai, è un altro Natale, non è cambiato un cazzo! Ci sono le stesse luci dell’altra volta, mi sa che sono pure gli stessi colori messi nella stessa posizione.  Il tempo è una merda, piove, ma chi se ne fotte, è Natale, siamo contenti uguale.

Io non sono contento uguale. Sono stanco. Stufo. Devo farmi capelli e barba, ma chi cazzo c’ha voglia? Non potrebbero staccarsi e basta una volta ogni due settimane? Ecco, voglio questo regalo da Babbo Natale.
Anche stasera ho fatto finta di niente. Ti sono passato accanto e non ti ho vista. Non me ne frega, poco più in là c’è l’altra che ride. Bella.
Mi saluta e poi non mi caga. Mi son lavato i denti? Avrei giurato di sì.
Me ne sono andato a casa sorridendo, ma era una paresi per il freddo, lo odio. Non si può vivere con il freddo, dovrebbero dichiararlo fuorilegge.
Sono rientrato in casa e ho scritto sta roba con le dita congelate. Sto ancora sorridendo, pensate. Bon, posso chiuderla qui: sono le 2 passate e non ho sonno, ma tanto vale spegnere tutto, tanto chi cazzo legge? Sono ancora tutti in giro a scambiarsi i regali.

anxiety

Anxiety – E. Munch, 1894

Va bhe, se qualcuno è arrivato fin qui ve lo posso dire: vi ho preso per il culo, è tutto finto. In questo momento sono le 18.43 e ho la mia vecchia stufetta da pensionato accesa e sparata a palla sui piedi, che qui in camera fa un freddo che posso appenderci dei quarti di bue e domani mattina sarebbero ancora buoni.
Secondo voi ho sbatti di scrivere sta commedia alle 2 del mattino? Sarò già con la bavetta sul cuscino a quell’ora. Tanto scommetto che succederà esattamente quello che mi aspetto. Il freddo ha questa particolarità: lascia tutto così com’è.

Buon Natale. 😉

Come i quadri di Fontana

E’ complicato riprendere in mano un blog dopo 7 mesi, ma ci proviamo.
Una volta, nell’ormai obsoleto blog di Msn, ci scrivevo almeno una volta al giorno. Bhe, c’è da dire che avevo anche mille cose in più da raccontare avendo mille ore di tempo libero.
Diventare adulti fa schifo, e questo lo abbiamo appurato già da qualche tempo: o meglio, fa cagare tutto quello che ci sta attorno all’essere adulto. 0 ore libere, impegni che non puoi rimandare, amici che perdi di vista, stanchezza che ti imprigiona col pigiama sulla poltrona… insomma, si diventa vecchi.
Non so nemmeno che cazzo sto scrivendo, ma è domenica, il Milan gioca domani e mi è venuta un’insana voglia di scrivere qualche cagata.

Oggi pomeriggio ripesavo a lei, a tutto quello che è successo, a come mi ha trattato e davvero non ho più nemmeno la voglia di capire perchè il mondo faccia così schifo. Non la vedo più da tempo ormai, e non ci parlo che saranno quasi 8 mesi. Mi fa strano ma questa è la vita baby, che cazzo ci vuoi fare.
E’ sempre un rincorrersi, il tempo passa troppo velocemente, non c’è mai modo di prendersi sul serio. Sono stanco, ho finito la benzina e voglio solo dormire. O guardare un film. O il Milan. Che però gioca domani, fottuti posticipi della minchia.
Mi è tornata in mente la foto, quella foto fatta ormai troppo tempo fa, di nascosto. Ce l’ho ancora, non butto via niente. Chissà quante cose dovremmo spiegare se qualcuno la vedesse: non hai mai voluto che si sapesse e io mi sento come i quadri di Fontana, vuoti e con un taglio al centro.
Cioè, uno schifo.

Poi c’è l’altra lei, anche lei rincorsa e perduta ancora prima di averla veramente. Oh, pazienza, che ci volete fare: un altro taglio in sto quadro di merda.

Ma ste robe c'hanno un senso?

Ma ste robe c’hanno un senso?