Un avvenire disperato

Se sei felice non preoccuparti: passerà.

Mese: agosto, 2012

Non voglio mica la Luna

Non ci ho mai creduto.
Non so perchè, ma fin da quando l’ho saputo, ho sempre pensato che fosse stata tutta una montatura. Sarà che c’era ancora la tv in bianco e nero e questi qui andavano sulla Luna. I miei ovviamente, che all’epoca erano poco più che bambini, me ne hanno sempre parlato in maniera entusiasta, di come per la prima e unica volta nella loro infanzia non siano andati a dormire dopo Carosello ma sono potuti restare alzati fino a tardi.
Ma io non ce la vedo proprio una navicella fatta con la carta stagnola che va sulla Luna, fa fare una passeggiatina agli astronauti, e poi torna indietro con tutti sani e salvi. Mah, sono sempre un po’ diffidente, ma in realtà crederci mi piacerebbe anche, ma proprio non ci riesco. Che poi l’Inter ha vinto la Champions, quindi tutto può essere, eh.
Sarà stato anche il film Capricorn One che forse mi ha messo il dubbio finale – non l’avete visto? Shame on you – ma comunque è una cosa che mi pare davvero strana. Quindi addio a Neil Armstrong che comunque, nel bene e nel male, è entrato nella storia dell’umanità, anche se molto probabilmente quella bandiera l’ha piantata in un hangar dell’area 51. Altro che alieni.
Riposa in pace, Neil: lì dove sei adesso si sta sicuramente meglio che su quel satellite senza gravità.

Tutto questo è molto bello… In fondo il tuo discorso è molto logico: mentendo faremmo in modo che la verità e gli ideali non vadano perduti. Ma io non sono d’accordo. 
[Charles Brubaker – Capricorn One]

È mai possibile, o porco di un cane?

Mezzanotte passata, il caldo mi opprime, non ho niente di interessante da scrivere ma scrivo lo stesso.
Alle mie spalle c’è la finestra aperta, entra finalmente un refolo di aria fresca e l’odore della pioggia. Deve avere grandinato a qualche chilometro da qui, chissà se ci darà l’opportunità di un bis.
Dicevo, non ho niente da dire, la mia verve si deve essere prosciugata ieri quando ho lanciato strali contro la trilogia della vergina porca o come diavolo si chiama. Sono però rimasto deluso da Cassano, ecco cos’è successo, in effetti.
Sarà che da quando la mia ragazza mi lasciò per uno dei miei migliori amici (non guardatemi così, non è che guardo troppi film, è successo davvero) mi sono buttato ancora più a capofitto nella mia malata passione pallonara, e quindi considero i giocatori della mia squadra del cuore praticamente come amici di sempre. Però dai, no. Così no. Ti si crepa il cuore, ti salviamo la vita, ti rimettiamo in sesto per l’Europeo e tu ci lasci così andando da quelli là?!
Capite il mio doppio trauma: tradito di nuovo e col peggior nemico di sempre. Poi vederlo sorridente, che abbraccia tutti, “ho sempre tifato per questa squadra”, felice come una pasqua. Depressione totale. Non ho nemmeno una ragazza da cui correre, farmi abbracciare e dirle: “Tu non mi lascerai mai, vero?”. Che ne so, manco una bambola gonfiabile. Non c’ho un cazzo, solo la depressione post-tradimento.
Vado a crogiolarmi nel forno del mio letto, non prima però di avervi lasciato una considerazione del grandissimo Giorgio Melazzi: “Voglio che pensi al futuro. Perchè il futuro è un campo di girasoli: dove troverai il tuo migliore amico in camporella con la tua ragazza“.
Ma quando cazzo è che inizia a piovere?

Cinquanta sfumature di marrone m***a

Ok, ok, non l’ho mai letto, lo ammetto.
E mai lo leggerò, sia chiaro, ma non posso esimermi da esprime la mia angoscia vedendo ai primi tre posti dei libri più venduti in Italia quella trilogia lì.
Ma davvero la gente è così caprona? Io mi immagino la prima capra che l’ha letto e ha detto: figata, scopano sempre! Una ventunenne vergine se lo fa mettere in tutti i modi da un riccone (ma va?!) di ventisette anni. E giù tutti a spendere 15 euro per vedere se sta tizia lo prende in tutti gli orifizi. Però se dici “lo ammetto, ogni tanto guardo i porno” sbarranno gli occhi e ti bollano per sempre come un maniaco deviato.
Che poi me le immagino le discussioni su sti libri. “Oh, hai letto quando… eh, hai letto?” facendo l’occhiolino e dando di gomito al vicino. “Sì, sì… che roba… ma come fanno a scrivere certe cose poi…”. No, come fai tu a leggerle – e a spenderci quindici euro a libro, semmai.
Che poi se provi a dire solo che è una cagata pazzesca (cit.) ti danno addosso dicendo che sei un prevenuto perchè non l’hai letto e “non sai”. E poi si lamentano del bunga bunga.
Bho.

…ancora?

L’afa? La noia? La pigrizia?
Cosa mi spinge ad aprire un nuovo blog non saprei. Quello vecchio era nato grazie a Messanger. Dai sì, quel programma di chat di Msn che noi adoloscenti di una volta usavamo tutti i giorni per stalkerare le ragazze che ci piacevano.
Bhe, quel blog nacque nell’estate del 2006 e piano piano, negli anni, si è spento. Verso il 2010, credo. Esiste ancora eh, non l’ho ammazzato, è lì da qualche parte nella rete che vegeta e ogni tanto mi chiama a sè per farmi rileggere qualche stronzata.
Ma torniamo a noi. Qual è l’utilità di questo blog? Nessuna. Assolutamente nessuna. Mi apro un piccolo spazio personale dove poter buttarci dentro qualcosa ogni tanto, quando mi scappa di parlare e non c’è nessuno ad ascoltare. L’obbiettivo di questo blog? Nessuno. Solo divertirmi ogni tanto a vedere quanti dall’avvenire disperato come il mio faranno capolino qui dentro.
Le vacanze sono finite, oggi si è tornati al lavoro e una sorta di angoscia da primo giorno di scuola mi ha attanagliato: sapere che fino a Natale non ci saranno più pause un po’ mi terrorizza. Ma tant’è, non ci posso fare niente, quindi prendiamo su e portem a cà.
L’altra mattina, pensando a come vorrei vivere un giorno, mi è venuta in mente un’immagine talmente nitida che l’ho cercata subito su internet. Ve la lascio, sperando che anche voi troviate un po’ di ispirazione guardando la sua faccia sorridente.